“Tutti lo sanno”, Fahradi ci stupisce sul grande schermo – recensione

Cast d’eccezione con Penelope Cruz e Javier Bardem, fotografia studiata e sorprendente ma sceneggiatura barocca. Il regista iraniano Ashgar Fahradi ha detto in 2 ore e 20 quello che avrebbe potuto dire nella metà del tempo, ma forse glielo perdoniamo. Non alzatevi dalla poltrona del cinema fino all’ultimo fotogramma dell’ultima scena, perché lì sta la… Continua a leggere “Tutti lo sanno”, Fahradi ci stupisce sul grande schermo – recensione

Le quattro del mattino, quando la vita è bella comunque

Ci sono giorni, anzi notti, che sono le quattro del mattino. Ti svegli perché magari il cuscino è troppo duro, oppure ti sei addormentata troppo presto, alle sette di sera, prima di cena, e adesso non hai più sonno. Sono le quattro del mattino, il terreno fertile per i pensieri. Nessun arzigogolo filosofico da bar,… Continua a leggere Le quattro del mattino, quando la vita è bella comunque

Il tempo delle scelte. Cosa vuol dire avere 25 anni.

Il tempo delle scelte, sì, perché quello delle mele è passato da un pezzo. Il tempo delle scelte, perché ormai abbiamo compiuto un quarto di secolo. Abbiamo sperimentato lavori part-time per comprarci le sigarette e pagarci la cena del sabato sera. Abbiamo studiato, dato esami, scritto e discusso tesi di laurea, indossato corone di alloro… Continua a leggere Il tempo delle scelte. Cosa vuol dire avere 25 anni.

Quando torna un figlio

Si chiama Gina. Suo marito glielo urla dalla finestra del bagno quando la sorprende a fumare in terrazza. Esce rinvoltata nella vestaglia con la scusa di stendere i panni, di gettare qualcosa nell’immondizia o di razzolare tra i detersivi nell’armadietto di metallo mangiato dalla ruggine. Raccoglie la cenere nella carta stagnola o nel cestino dell’umido.… Continua a leggere Quando torna un figlio

Perché non leggo più. E perché ho scelto il giornalismo.

(Foto soggetta a Copyright, Laura Bonaiuti) Una volta, da bambina, la sera tardi, mi addormentavo con un libro addosso. Mi svegliavo e mi trovavo ad abbracciarlo come se fosse stato un peluche che avevo da bambina. Oppure mi restava la costola dura della copertina sotto una guancia, o sotto un braccio, e per qualche ora… Continua a leggere Perché non leggo più. E perché ho scelto il giornalismo.