Amy: the girl behind the name

Cara Amy.

Le persone importanti le hai sempre tatuate addosso. Come un marchio. Il bisogno disperato di appartenere a qualcuno. A Blake, ad esempio. Una manciata di lettere incise all’altezza del cuore. “Daddy” invece campeggia ad arco sulla spalla sinistra. Sembrava semplice, capirti. Sembrava che bastasse leggerti addosso. “Se avessi saputo di diventare così famosa, mi sarei ammazzata”, dici in un video rubato. E infatti è andata così. Lentamente hai lasciato che la bulimia, l’alcool e le droghe ti portassero via da questa terra. Perché tu non dicevi le cose. Piuttosto le “facevi”. Non volevi cantare al concerto di Belgrado. Allora bevevi, invece di esercitare una forte ed efficace opposizione. Ma chi ti stava intorno non vedeva Amy, la ragazza fragile a cui piace cantare. Vedeva piuttosto un ammasso di “Walking dollars”, di dollari che camminano, come i rapitori dell’Africa e del Medio Oriente chiamano di solito le vittime straniere. Vedevano tratti umani sfuocati e confinati nella cornice di una performance. Persino Mitch, il padre così assente quando eri bambina, e poi così rapido a ritornare al momento del successo. “Amy non ha bisogno della riabilitazione”, disse dopo la tua grave overdose del 2007. Soltanto un anno dopo la Universal, in vista dei Grammy Awards, riuscì a farti disintossicare come previsto dal contratto. Ma per te adesso era “tutto così noioso senza droga”. Bastò qualche settimana per farti precipitare di nuovo.
Cara Amy, nessuno di noi ti ha capita abbastanza. Neanche chi ti voleva più bene. Ora possiamo solo ricordarti, innamorarci di quelle canzoni che volevano dire così tanto e che spesso contenevano un grido d’aiuto inascoltato. Possiamo – purtroppo – romanticizzare la tua vita e nutrire il pregiudizio dell’artista inquieto, preda del dolore e dell’impulsività. E così ci dimentichiamo che tu eri solo una ragazza. Una ragazza a cui piaceva cantare.

amy-winehouse

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...