La vergognosa presa di posizione de Il Foglio a favore del cardinale stupratore

Ho sempre letto Il Foglio con interesse e rispetto. Sfortunatamente devo dire che ciò che è stato pubblicato ieri e oggi riguardo al cardinale Pell è disgustoso. 
“Cinquant’anni di galera potenziali perché una persona di cui non si può conoscere il nome vent’anni dopo mi accusa di avergli infilato il pene in bocca in sacrestia? C’è qualcosa di più simile a una caccia alle streghe?” Scriveva Giuliano Ferrara ieri lamentandosi di come uno come Pell fosse infangato d’improvviso da una vittima di cui non si conosce manco il nome. 
Punto primo. Tutelare il nome delle vittime è fondamentale. Ricordiamo che, oltre all’uomo “maturo”, come lo ha definito Ferrara, che ha avuto il coraggio di denunciare, con grande fatica, dopo 20 anni di – immagino – sofferenza, c’era anche un’altra vittima dello stesso cardinale: purtroppo morta di overdose. Io non credo che si muoia di overdose per caso. Credo che i traumi che ci portiamo dentro non ci lascino mai. Nutro profondo rispetto per quella vittima “che si avvale del principio dell’anonimato” e che ha avuto il coraggio di fare il nome del suo abusatore. 
Punto secondo. Non è certo Giuliano Ferrara o chi per lui a decretare l’innocenza o la colpevolezza di un presunto stupratore di bambini. Non capisco come si permetta di sputare sentenze su un tema che nemmeno conosce a fondo. 
Punto terzo. Oggi si rincara la dose. Il pezzo non è firmato ma non ci vuole certo un quoziente intellettivo di un genio a capire chi l’abbia scritto, comparando il caso del cardinale al caso Dreyfus di fine ottocento. 
“Contro il capitano Dreyfus un secolo fa si scatenò l’inferno (…) Contro il cardinale Pell oggi si è scatenato l’inferno e lui rischia di finire all’inferno, perché attraverso di lui il pensiero unico dominante vuole mettere in ginocchio la chiesa cattolica e la sua morale considerate l’ultima remora o contraddizione potenziale all’omologazione universale al nuovo credo scristianizzato del sesso, della riproduzione, della famiglia e del gender senza Dio né legge”. 
Un delirio allo stato puro. Un delirio che continua. Il Foglio oggi definisce quello australiano, contro Pell, un “clima persecutorio infame segnato da una aggressiva tendenza colpevolista a ogni costo”. Mi fermo qui perché non voglio avvelenarmi ulteriormente la mattinata.
Resto con una grande delusione e con un grande punto interrogativo su un quotidiano a cui ho sempre visto con interesse. Giuliano Ferrara non è un magistrato, non ha assistito alla denuncia, ha visto tutto da centinaia di migliaia di chilometri di distanza. E non deve permettersi di usare tali parole riguardo a un caso così delicato e doloroso, sia per le vittime sia per la stessa chiesa.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...